Alik a L’Aquila
Alik Cavaliere a L’Aquila Capitale della Cultura
Inaugurazione e convegno a cura di Giuseppe Di Natale
giovedì 23, ore 17, 30, a Palazzo Benedetti
Il Centenario della nascita di Alik Cavaliere, grande Maestro dell’arte contemporanea, si incontra con L’Aquila capitale della cultura 2026, con il patrocinio del Comune dell’Aquila e dell’Accademia di Belle Arti ed il sostegno del Muspac.
Il 23 aprile, alle ore 17,30, saranno esposte a Palazzo Benedetti alcune opere di Cavaliere che ha avuto uno speciale rapporto con la città essendo stato uno tra i protagonisti delle importanti mostre Alternative attuali tenutesi all’ Aquila tra 1962 e 1968.
Nell’occasione, si terrà un convegno sul tema: “Alik Cavaliere, da Alternative attuali a L’Aquila 2026”, al quale saranno presenti Giuseppe Di Natale, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi dell’Aquila, Angela Vettese, IUAV, Università di Venezia, Marco Brandizzi, direttore dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e Flavia Angelini, Università di Siena.

W la libertà, 1977
bronzo, ferro e stoffa 219x127x109 a Palazzo Benedetti, L’Aquila
Rassegna
Il programma nella pagina ufficiale di L’Aquila Capitale della Cultura 2026
Alik Cavaliere in esposizione a Palazzo Benedetti – ilcapoluogo.it
L’Aquila. Fino a fine anno opere di Alik Cavaliere in mostra a Palazzo Benedetti – Servizio su LAQTV
L’arte di Alik Cavaliere a L’Aquila, arte e memoria – ilcapoluogo.it
L’Aquila Capitale Cultura: a Palazzo Benedetti le opere di Alik Cavaliere per il centenario nascita – abruzzoweb.it
Alik Cavaliere e il soffio della libertà: a L’Aquila una mostra per ricominciare a navigare – laquilablog.it
Alik Cavaliere a L’Aquila: a Palazzo Benedetti esposte le opere del maestro – A4 Cultura
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Come scrive Elena Pontiggia in Alik Cavaliere, catalogo delle sculture, ed. Silvana 2012, il ciclo “W la Libertà” è uno dei più significativi di Cavaliere, “in cui gli elementi naturali sono rinchiusi in gabbie metalliche che impediscono loro di espandersi e, quasi, di respirare. Sono opere, queste, di immediata e persino didascalica eloquenza, e alludono al disagio della civiltà, alle convenzioni sociali che reprimono l’istinto, all’innaturalità e alla mancanza di libertà della vita contemporanea. Se in origine, lucrezianamente, la natura non ha limiti (nec res praefiniet ulla), nella società attuale appare invece bloccata, costretta, imprigionata. Al di là dei contenuti, però, non è meno importante, anche se meno evidente l’esigenza stilistica da cui il ciclo W la libertà nasce. Come in alcune sequenze di G.B. [ciclo di opere degli anni 1960-63 ndr.] anche qui Cavaliere sente il bisogno di accostare gli elementi linearistici dei suoi Arbres [ciclo 1964-68] a elementi volumetrici, e di affiancare alle forme organiche di cespugli e fiori quelle ortogonali e quadrettate della gabbia.” La tendenza dell’uomo a ingabbiare se stesso, a temere la libertà, sono rappresentate da Alik Cavaliere spesso e in diversi modi, laddove invece la natura fugge, sempre vitale e cangiante, a ogni coercizione. Una grande opera dello stesso ciclo è esposta alle Gallerie d’Italia, a Milano.
ALIK CAVALIERE (Roma 1926 – Milano 1998)
Studia presso l’Accademia di Brera dove conosce Giacomo Manzù, Achille Funi e Marino Marini con cui lavora prima come assistente e, dal 1970, ne diviene successore alla cattedra di Scultura, insegnando per oltre trent’anni. In più occasioni espone alla Biennale di Venezia e, prima nel 1964 poi nel 1972, gli vengono dedicate due sale personali. Tiene esposizioni, oltre che in Italia e in Europa, anche a Tokio, Los Angeles e San Francisco. Tra le sue principali opere ricordiamo I processi dalle storie inglesi di W. Shakespeare, 1972, i cicli Giochi proibiti e Metamorfosi, entrambi eseguiti tra 1958 e 1959, Avventure di Gustavo B., 1961 – 1964, Viva la libertà, 1963 – 1983. Tra gli environments, invece, Surroundings, 1969, Apollo e Dafne, 1970, I giardini della memoria, 1988 – 1990 e Il Pigmalione, 1986 – 1987. A venti anni dalla sua scomparsa, il Comune di Milano, nella prestigiosa sede di Palazzo Reale, gli ha dedicato una grande mostra dal titolo L’universo verde. I suoi lavori, sui quali esiste una vasta letteratura scientifica, sono esposti nei principali musei e gallerie in Italia e in Europa.










