Home / Alik  / 100 anni di Alik in 10 foto

Inauguriamo la rubrica “100 anni di Alik in 10 foto“, nella quale si racconta l’attività di Alik tramite alcune foto significative relative alla sua vita.

La prima è questa.

Alik usava magistralmente la fiamma ossidrica. Tutte le sue opere in bronzo erano realizzate con la tecnica della cera persa. Portava in fonderia i rami coperti di cera e con le foglie e i fiori modellati a mano uniti, stretti in un mazzo, con già gli sfiati di fonderia, per far uscire l’aria e permettere al metallo di entrare. Poi, quando ritirava i mazzi di rami dalla fonderia, li separava uno a uno con la fiamma ossidrica e con la fiamma ossidrica stessa li ricomponeva.

Per questo motivo non esistono due opere uguali di Alik.

Qui Alik Cavaliere si trova in compagnia di Marino Marini davanti a un’opera.

Di Marini è stato prima allievo, poi assistente e infine successore alla cattedra di Scultura dell’Accademia di Brera a partire dal 1970.

Entrambi hanno saputo rinnovare il linguaggio della scultura in bronzo e materia nel secondo dopoguerra, interpretando le inquietudini e la storia dell’uomo moderno attraverso la forma tridimensionale.

foto di Cavaliere e Ferrari

In questa foto, Alik è in compagnia di Vincenzo Ferrari.

Ferrari é stato un pittore concettuale milanese che insegnava a Brera, con cui Alik ha indagato diverse tematiche, tra cui il concetto di tempo: tempo di vita, dell’arte, ma anche della scienza, la nozione di relatività e il rapporto tra il classico e la metamorfosi.

Hanno realizzato insieme, a partire dai tardi anni Settanta, alcune importanti mostre, di cui finivano per essere ideatori, critici e allestitori. Il caso più eclatante è “Il classico e le metamorfosi”, Brera, Sala napoleonica, del 1992.

Alik nello studio di via Bocconi

Alik nel suo vecchio studio di via Bocconi a Milano.

Lo studio successivamente è crollato sotto la nevicata del 1985.

Alik e Adriana, un tandem inscindibile.

Quando lui è morto nel gennaio del 1998, Adriana ha passato più di vent’anni a digitalizzare i suoi taccuini e gli altri scritti. Miniature che solo il vero amore poteva rendere fruibili.

Alik Cavaliere ed Emilio Tadini: gli amici e sodali nell’arte e nella vita.

Ci piace ricordare che Emilio Tadini, grande pittore, che ha cominciato come scrittore critico, ha raccontato Alik in molti cataloghi e ha scritto bellissime parole su Alik stesso anche dopo la scomparsa dello scultore.

A e due metà di Z aspettano l’amore e Alik le conforta nella loro lunga attesa. L’installazione completa è stata esposta per la prima volta presso la galleria Schwarz a Milano nel 1971.

Vedi anche Parole di Alik