100 anni di Alik in 10 foto
Inauguriamo la rubrica “100 anni di Alik in 10 foto“, nella quale si racconta l’attività di Alik tramite alcune foto significative relative alla sua vita.
La prima è questa.
Alik usava magistralmente la fiamma ossidrica. Tutte le sue opere in bronzo erano realizzate con la tecnica della cera persa. Portava in fonderia i rami coperti di cera e con le foglie e i fiori modellati a mano uniti, stretti in un mazzo, con già gli sfiati di fonderia, per far uscire l’aria e permettere al metallo di entrare. Poi, quando ritirava i mazzi di rami dalla fonderia, li separava uno a uno con la fiamma ossidrica e con la fiamma ossidrica stessa li ricomponeva.
Per questo motivo non esistono due opere uguali di Alik.
Qui Alik Cavaliere si trova in compagnia di Marino Marini davanti a un’opera.
Di Marini è stato prima allievo, poi assistente e infine successore alla cattedra di Scultura dell’Accademia di Brera a partire dal 1970.
Entrambi hanno saputo rinnovare il linguaggio della scultura in bronzo e materia nel secondo dopoguerra, interpretando le inquietudini e la storia dell’uomo moderno attraverso la forma tridimensionale.
In questa foto, Alik è in compagnia di Vincenzo Ferrari.
Ferrari é stato un pittore concettuale milanese che insegnava a Brera, con cui Alik ha indagato diverse tematiche, tra cui il concetto di tempo: tempo di vita, dell’arte, ma anche della scienza, la nozione di relatività e il rapporto tra il classico e la metamorfosi.
Hanno realizzato insieme, a partire dai tardi anni Settanta, alcune importanti mostre, di cui finivano per essere ideatori, critici e allestitori. Il caso più eclatante è “Il classico e le metamorfosi”, Brera, Sala napoleonica, del 1992.



